DESSINE MOI UNE BLAVE

Locandina progetto Dessin moi une blave

La storia della Blave – Di cosa si tratta?

Anni fa, tra gli incantevoli paesaggi del sud della Francia, una storia bizzarra ha iniziato a farsi strada nel cuore e nella mente di chi ha avuto l’ardire di ascoltarla. Tutto ebbe inizio durante una serata tra amici quando io, complice l’effetto di un vino locale delle Corbières o forse l’ispirazione di una musa nascosta, condivisi una singolare rivelazione.
Con tono sommesso, raccontai di un essere mistico capace di materializzarsi solo in precise condizioni: una creatura nota unicamente come “Blave”. Tracciai delle forme abbozzate sul tavolo, descrivendo queste Blaves nell’atto di emergere dallo spazio, dagli abissi o dalla vastità dell’oceano. Parole criptiche accompagnavano quei disegni, infittendo il mistero.
L’ottimismo iniziale si scontrò tuttavia con lo scetticismo generale: i miei amici, con i sensi alterati dal vino, si domandavano se la Blave fosse il frutto di un vacuo virtuosismo artistico o una genuina epifania dell’immaginazione.
Il tempo passò e Rachel Morellet, che aveva preso parte a quella fatidica serata, scelse di farsi carico di dare vita all’elusiva creatura. Diede così inizio al progetto “Dessine-moi une Blave” (Disegnami una Blave): un’iniziativa collettiva che invitava chiunque a offrire la propria interpretazione di questo essere enigmatico.
La risposta fu travolgente. Una profusione di disegni e testi giunse da ogni dove, offrendo le prospettive più disparate su cosa potesse essere una Blave, sulle sue caratteristiche, sulle sue azioni. L’esistenza, un tempo controversa, della Blave si è trasformata nel perimetro di una creatura fatta di pura creatività e immaginazione sconfinata.
Sebbene il termine “blave” affondi le sue oscure radici nei vecchi dizionari di francese antico – dove indicava un piccolo fazzoletto da tasca fluttuante tra le onde del mare – il progetto “Dessine-moi une Blave” lo ha elevato a simbolo di possibilità illimitate, innescando l’evoluzione di una nuova specie fantastica.
Oggi, mentre l’archivio delle Blaves continua a espandersi, sorge spontanea una domanda: quale direzione intraprendere?
In ambito scientifico, la Blave potrebbe ispirare studi ecologici, spingendo i ricercatori a esplorare l’impatto potenziale di questo essere immaginario sugli ecosistemi. Potrebbe forse fungere da metafora del delicato equilibrio della natura, stimolando la coscienza ambientale e le pratiche di conservazione?
Nel panorama artistico, la Blave ha il potenziale per diventare la musa di molteplici sperimentazioni. Gli artisti possono attingere a questa pluralità di interpretazioni per dare vita a mostre, performance o progetti corali capaci di intersecare discipline diverse. La Blave potrebbe così trascendere la sua origine finzionale, configurandosi come un simbolo di unità attraverso l’espressione artistica.
Inoltre, questa creatura potrebbe farsi catalizzatore di narrazioni e percorsi letterari, offrendo agli scrittori lo spunto per tessere racconti di Blaves alla scoperta di territori inesplorati, incontri con creature mitologiche o imprese speculari all’esperienza umana collettiva.
In ultima analisi, “Dessine-moi une Blave” non ha semplicemente dato alla luce una creatura; ha innescato un vero e proprio fenomeno culturale. La Blave, un tempo effimero sussurro al vento, è divenuta un’opera condivisa che scavalca i confini dell’immaginazione, invitando ciascuno di noi a esplorare i prodigi della creatività, della collaborazione e delle infinite possibilità che risiedono nei territori dell’arte e della scienza.
Artisti partecipanti:
Duccio Abate, Marco Acquafredda, Josefina Ahumada, Anouk Aldegher, Sylvie Arena, Marie Astier, Fabrizio Basso, Silvia Bellandi, Devis Bergantin, Leonora Bisagno, Stefano Boccalini, Carla Brogi, José Bréval, Marina Maria Buratti, Myriam Cappelletti, Federica Cecchi, Shilha Cintelli, Maxine Christensen, Fabio Cresci, Cristina Crusciani, Filipe Da Rocha, Gandolfo Gabriele David, Sandra Dechezleprêtre, Elisabeth Délétang, Cinzia Delnevo, Delphine Denis, Axel Di Chiappari, Eyrine Dietzman, Kyana Dietzman, Diego Di Sepio, Raffaele Di Vaia, Graziano Dovichi, Manuel Fadat, Dino Ferruzzi, Barbara Fluvi, Alessio Fossi, Silvia Galasso – Francesco Gianmaria Bernabei, Nicolas Gal, Alexandre Gérard, Fabio Giusti, Pamela Gori, Stephane Granger, Nicolas Gruppo, Victoria Hawrys, Julie Hruba, Tianyang Huang, Inge Iacoviello, Iris, François Jacob, Suzy Kim, Scott Kuffner, Lori Lako, Valentina Lapolla, Julien Lavigne, Luis, Bartolo I. Marini, Christophe Morellet, Rachel Morellet, Bob Morse, Nicolas Mouton-Bareil, Florent Nicolas, Oblo Creature, Monserrat Perez Arteaga, Valeria Piccoli, Isabelle Pigeonnier, David Perahia, Nicolas Ramel, Barbel Reinhard, Duccio Ricciardelli, Bertrand Rigaux, Leandro Riecke, Nemo Riecke, Patrizia Sacchi, Lizzy Sainsbury, Eva Sauer, Caterina Sbrana, Alessandra Serra, Luca Sguanci, Margherita Sguanci, Simoncini –Tangi, Lucia Spennato, Chiara Tambani, Serena Tani, Aldo Thomas, Marco Ulivieri, Enrico Vezzi, Tatiana Villani, Victor Zabrockis, Elisa Zadi, Belinda Zhang, Marta Zunino, Sara Zunino.
Informazioni generali
Titolo della mostra: Dessine-moi une Blave
Sede: LDM Gallery, Via Dei Pucci 4 – Firenze
Date: Dal 23 ottobre al 14 novembre
Orari di apertura: Lunedì e Mercoledì ore 10:00 – 14:00 | Martedì, Giovedì e Venerdì ore 16:00 – 19:00
La LdM Gallery
La LdM Gallery è uno spazio espositivo e progettuale dell’Istituto Lorenzo de’ Medici; un luogo interdisciplinare in cui la ricerca accademica e la sperimentazione artistica si incontrano all’interno di un contesto professionale.